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Dichiarazione della presidenza del Consiglio dell'Unione Europea sulle consultazioni tra l'Unione Europea e la Mauritania

© A. Arraou, MAEE © A. Arraou, MAEE
  • Data: 17.10.2008

Le consultazioni tra l’Unione europea e la Mauritania ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di Cotonou inizieranno con un incontro il 20 ottobre a Parigi, presso il centro conferenze della Banca mondiale. Tali consultazioni avranno una durata massima di 120 giorni.

Alain Joyandet, Segretario di Stato incaricato della Cooperazione e della Francofonia, rappresenterà la Presidenza francese del Consiglio dell’Unione europea. La Commissione europea sarà invece rappresentata dal Commissario Louis Michel, incaricato dello Sviluppo e dell’Aiuto umanitario. La delegazione mauritana, diretta da Moulaye Ould Mohamed Laghdaf, sarà composta dai membri del governo nominato dalla giunta e da altri responsabili politici. Il Gruppo ACP svolgerà un ruolo essenziale in tali consultazioni. Gli ACP saranno rappresentati dal Presidente del Comitato degli Ambasciatori, da alcuni Stati ACP e dal loro Segretariato. Per il suo contributo nella ricerca di una soluzione alla crisi, l'Unione Africana sarà inoltre presente in qualità di osservatore.

Dal colpo di Stato del 6 agosto, l’Unione europea, come l’insieme della comunità internazionale, ha lanciato un appello per la liberazione del Presidente Abdallahi e per il ristabilimento dell’ordine costituzionale in Mauritania.

In assenza di reazione in tal senso da parte della giunta, l’Unione europea ha notificato alle autorità in carica in seguito al colpo di Stato la propria intenzione di aprire delle consultazioni ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di Cotonou. In passato, l’Unione europea ha già fatto ricorso a più riprese a tale meccanismo, che prevede, in caso di violazione da parte di una delle parti di alcuni elementi essenziali dell'accordo (rispetto dei Diritti dell’Uomo, dei principi democratici, dello Stato di diritto), una concertazione rafforzata volta a rimediare alla situazione.

In tale ambito, ricorderemo le nostre esigenze e ascolteremo le proposte mauritane. Se il dialogo non consentirà di trovare una soluzione accettabile, l’Unione Europea potrà  prendere adeguate misure.

  • Ultimo aggiornamento: 20.10.2008
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