Dichiarazione della Presidenza a nome dell'Unione europea sulla situazione delle persone appartenenti a minoranze religiose in Iran
- Data: 26.09.2008
L’Unione europea è molto preoccupata per il peggioramento dell'esercizio della libertà di religione o di credo, in particolare la libertà di culto in Iran, paese in cui le pressioni esercitate sulle persone appartenenti a minoranze religiose si sono aggravate negli ultimi mesi.
L'Unione europea è profondamente preoccupata per gli arresti, dal mese di aprile, di iraniani convertiti al cristianesimo e di membri della comunità Baha’i. Essa chiede la loro liberazione immediata e incondizionata, nonché la cessazione di qualsiasi forma di violenza o discriminazione nei loro confronti.
Da numerose fonti di informazioni emerge che le persone appartenenti alle minoranze cristiane, baha'i, sufi e sunnite in Iran sono regolarmente vittime di persecuzioni, come la confisca dei loro beni, la profanazione dei loro luoghi di preghiera, l'imprigionamento e numerosi atti di violenza, alcuni dei quali mettono la loro vita in pericolo.
L’Unione europea è preoccupata per la decisione presa dal parlamento iraniano di esaminare un progetto di legge che annovera l’apostasia tra i reati passibili della pena di morte. Se fosse adottata, tale legge costituirebbe una grave violazione della libertà di religione o di credo, che include il diritto di cambiare religione e il diritto di non avere alcuna religione. Essa violerebbe l'articolo 18 del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, volontariamente ratificato dall’Iran, e metterebbe in pericolo di vita molti iraniani arrestati e imprigonati senza processo da vari mesi per le loro convinzioni religiose.
L’Unione europea esorta la Repubblica islamica dell’Iran a riconsiderare la decisione di esaminare questa legge, a liberare tutte le persone imprigionate a motivo della loro appartenenza religiosa e a garantire il pieno esercizio della libertà di religione o di credo a tutti i suoi cittadini.
I paesi candidati Turchia, Croazia* ed ex Repubblica jugoslava di Macedonia*, i paesi del processo di stabilizzazione e associazione e potenziali candidati Albania e Montenegro e i paesi dell'EFTA Islanda, Liechtenstein e Norvegia membri dello Spazio economico europeo, nonché l'Ucraina e la Repubblica moldova aderiscono alla presente dichiarazione.
* La Croazia e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.
- Ultimo aggiornamento: 20.12.2008

