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Risultati della riunione informale dei ministri degli Affari esteri dell’Unione europea

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  • Data: 06.09.2008
  • A: Avignone

I ventisette hanno discusso, durante la sessione di lavoro del venerdì, del modo in cui l'Unione europea desidera rafforzare il dialogo politico con gli Stati Uniti allo scopo di avere maggiore peso nella risoluzione delle crisi regionali (in particolare in Afghanistan, Pakistan, Iran, Medio Oriente) e di approfondire la concertazione transatlantica di fronte alle grandi sfide mondiali.

Il ministro francese degli Affari esteri ed europei, Bernard Kouchner, i suoi omologhi dei venticinque Stati membri dell'Unione (il ministro danese è stato rappresentato dal segretario generale del suo Ministero), l’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune,  Javier Solana, il commissario preposto alle relazioni esterne, Benita Ferrero-Waldner, nonché Jean-Pierre Jouyet, segretario di Stato preposto agli Affari europei, si sono ritrovati venerdì 5 e sabato 6 settembre ad Avignone per una riunione informale dei ministri degli Affari esteri (Gymnich).

I ministri dei paesi candidati all’adesione all'Unione europea (Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Croazia, Turchia), nonché Olli Rehn, commissario preposto all’Allargamento, sono stati presenti ad una parte dei lavori nella mattinata del 6 settembre.

I ventisette hanno discusso, durante la sessione di lavoro del venerdì, del modo in cui l'Unione europea desidera rafforzare il dialogo politico con gli Stati Uniti allo scopo di avere maggiore peso nella risoluzione delle crisi regionali (in particolare in Afghanistan, Pakistan, Iran, Medio Oriente) e di approfondire la concertazione transatlantica di fronte alle grandi sfide mondiali.
 
I ventisette hanno deciso di elaborare insieme un documento comune, sulla base di un primo testo proposto dalla Presidenza, che presenterà, su ognuna di queste questioni, la diagnosi, il punto di vista e gli obiettivi dell'Unione europea nonché le sue proposte per una partnership più stretta e al contempo equilibrata con gli Stati Uniti.

I partecipanti si sono poi dati appuntamento nelle prossime settimane, per un nuovo incontro informale, allo scopo di finalizzare questo documento e di trasmetterlo all'amministrazione americana nonché ai due candidati all'elezione presidenziale.

Nel corso di questa prima sessione di lavoro, l’Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune ha presentato le sue prime proposte per un’aggiornamento della « Strategia europea di sicurezza », che integra in particolare la sicurezza energetica e i rischi legati al cambiamento climatico. I ministri hanno lavorato in vista dell’adozione di un aggiornamento della « Strategia europea di sicurezza », in occasione del Consiglio europeo di dicembre.

La sessione di lavoro di sabato 6 settembre è stata consacrata al ruolo dell'Unione europea nella risoluzione del conflitto in Georgia, nonché alle prospettive di relazione tra l'Unione europea e la Russia. 

I ministri degli Affari esteri si sono impegnati a mantenere l'unità europea, considerata determinante, e a sostenere, al termine del Consiglio europeo del 1° settembre, il tentativo che verrà effettuato da parte del Presidente del Consiglio europeo e dal Presidente della Commissione, presso la Russia l’8 settembre, di ottenere l’applicazione integrale degli impegni presi per il ritiro delle forze russe.

Essi hanno anche insistito affinché l'Unione europea continui ad assumersi le proprie  responsabilità nella risoluzione di questa crisi: hanno in particolare riaffermato il loro sostegno, in vista del Consiglio Affari generali e relazioni esterne del 15 settembre, allo spiegamento di una missione di osservazione autonoma che interverrebbe in nome della Politica europea di difesa e di sicurezza (PESD) e in particolare per sostenere la missione dell'OSCE, a cui i paesi europei contribuiscono in maniera coordinata; sulla base dei lavori preliminari realizzati dalla Commissione e presentati da Benita Ferrero-Waldner, i ministri hanno esposto le modalità di un aiuto efficace per la ricostruzione in Georgia.

I ventisette hanno anche dimostrato il loro interesse per l’iniziativa turca di una « piattaforma di stabilità e di cooperazione per il Caucaso », presentata dal ministro turco degli Affari esteri, Ali Babacan. In questa occasione, quest’ultimo ha parlato loro della visita storica che il Presidente turco Abdüllah Gül avrebbe effettuato in Armenia il 6 sera, su invito del suo omologo armeno Serge Sarkissian.

Infine, tutti sono stati d’accordo nell’affermare la necessità di realizzare nei più brevi termini un’inchiesta internazionale sullo svolgimento del conflitto in Georgia.

Durante il pranzo, i ministri hanno sottolineato l’importanza di un maggiore impegno dell'Unione europea nel processo di pace in Medio Oriente, in particolare in vista della riunione del Quartetto che si terrà a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Tutti hanno affermato con forza la necessità per l'Unione europea, nei prossimi mesi, di avere un ruolo attivo per rendere più dinamico il processo di pace lanciato ad Annapolis.

 

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  • Ultimo aggiornamento: 26.11.2008
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