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Dichiarazione della Presidenza del Consiglio dell’Unione europea sul rischio di lapidazione di nove Iraniani

  • Data: 24.07.2008

L’Unione europea, che ha da poco riaffermato all’Iran la sua opposizione alle pena di morte in qualsiasi circostanza, è fortemente preoccupata dalla condanna di otto donne e un uomo iraniani alla lapidazione e dal rischio di una loro imminente esecuzione.

L’Unione europea ricorda che la Repubblica islamica dell’Iran si è impegnata ad applicare una moratoria sulle lapidazioni.

Esorta quindi l’Iran a rispettare gli impegni presi e le norme internazionali relative ai diritti dell’Uomo.

L'Unione europea incita con insistenza il governo e il parlamento iraniano ad abolire, nel diritto come nella pratica, il ricorso a castighi crudeli e degradanti e in particolare il ricorso alla lapidazione come metodo di esecuzione, conformemente all’ultima risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite riguardante la situazione dei diritti dell’Uomo nella Repubblica islamica dell’Iran, adottata nel dicembre del 2007.

L’Unione europea chiede con fermezza che queste esecuzioni vengano immediatamente sospese e che le condanne a morte mediante lapidazione appena pronunciate vengano commutate.

La Turchia, la Croazia* e l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia, paesi canditati, l’Albania, la Bosnia-Erzegovina e il Montenegro, paesi del Processo di stabilizzazione e associazione e potenziali candidati,  l’Islanda, il Liechtenstein e la Norvegia, paesi dell’EFTA membri dello Spazio economico europeo e l’Ucraina e la Repubblica di Moldavia si uniscono alla presente dichiarazione.

*    La Croazia e l’ex Repubblica jugoslava di Macedonia continuano a partecipare al processo di stabilizzazione e associazione.

  • Ultimo aggiornamento: 23.12.2008
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