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Europa della difesa: le priorità della Presidenza francese presentate davanti alla NATO

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  • Data: 16.07.2008
  • A: Bruxelles, NATO

Il segretario di Stato francese preposto agli Affari Europei enuncia davanti al comitato dei rappresentanti permanenti l'agenda in materia di rilancio della politica europea di difesa.

La Francia ha fatto del rilancio della difesa europea una priorità per la presidenza dell'Unione Europea.

1 - Dieci anni dopo il summit franco-britannico svoltosi a Saint-Malo, che diede l'impulso iniziale, la politica europea di sicurezza e difesa (PESD) ha acquisito oggi una maturità operativa e una legittimità politica indiscutibili.

L'Unione si è dotata di strumenti operativi per la PESD, una ventina di operazioni civili e militari sono state condotte in diversi teatri (Balcani, Africa, Medio Oriente, Asia); tutti i paesi europei si interessano già allo sviluppo della PESD. L'Unione compie un lavoro notevole nelle operazioni di gestione delle crisi, come in Bosnia Erzegovina o nel Ciad (EUFOR). La volontà degli europei al servizio della pace e della sicurezza è appoggiata dagli USA che riconoscono il contributo della PESD alla sicurezza comune.

2 - Eppure oggi i mezzi degli europei non sono all'altezza delle crisi e delle minacce attuali e future, e non corrispondono al livello di sviluppo economico e tecnologico raggiunto. Di fronte alle minacce e ai rischi, l'Europa necessita di maggiore unità e determinazione.

L'obiettivo centrale della presidenza francese sarà quindi di creare le condizioni per un potenziamento delle capacità operative, militari ed anche civili, che gli Stati membri possono mettere a disposizione dell'Unione. Non si tratta di creare un esercito europeo, bensì di stabilire la meta per gli sforzi da prodigare nei prossimi dieci anni con l'illustrazione dei progetti concreti condotti insieme (elicotteri, trasporto strategico, spazio…).

3 - Il potenziamento della difesa europea è inerente ad una visione politica rinnovata, basata sulla complementarietà fra la difesa europea e la NATO. Questa logica di complementarietà è condivisa dagli europei e dai nostri partner americani, i quali riconoscono la necessità di migliorare la relazione Unione Europea - NATO (21 membri dell'Unione su 27 sono anche membri della NATO), specie laddove le due organizzazioni sono impegnate insieme (Kosovo, Afghanistan)./.

  • Ultimo aggiornamento: 26.11.2008
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