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Riunioni informali dei ministri incaricati dell'ambiente e dell'energia

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  • Data: 05.07.2008
  • A: Saint-Cloud

Subito dopo la riunione dei 27 ministri dell’Ambiente, Jean-Louis Borloo, ministro di Stato, ministro dell’Ecologia, dell’energia, dello sviluppo sostenibile e della pianificazione del territorio, ha incontrato l’insieme dei ministri europei dell’Energia, il 4 e 5 luglio, in occasione di un'altra riunione informale.

Su richiesta del ministro Borloo, la riunione di venerdì ha avuto inizio con un pranzo dei ministri europei preposti all’ambiente e all’energia, in presenza del Dr. Rajendra K. Pachauri, Premio Nobel per la Pace e presidente del Gruppo d’esperti intergovernativo sull’evoluzione del clima (GIEC), che è intervenuto per ricordare la necessità di agire e di unirsi per lottare contro i cambiamenti climatici.

La prima seduta di lavoro, a cui hanno partecipato parlamentari europei, rappresentanti della società civile e del mondo industriale e Nobuo Tanaka, Direttore esecutivo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, è stata l’occasione di dibattere sull’efficienza energetica. Tutti i partecipanti hanno concordato sulla necessità di fare di quest’ultima la chiave di volta delle politiche pubbliche sull’energia e sul clima. L’efficienza energetica è infatti essenziale per ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GES) ed è inoltre una delle risposte indispensabili, a medio e lungo termine, all’aumento dei prezzi del petrolio. Si tratta quindi di una scelta tre volte vincente poiché permetterà di ridurre le emissioni di GES, di far risparmiare i consumatori, e, sul piano strategico, di allentare i vincoli posti sull’approvvigionamento e, a breve termine, le tensioni sui prezzi energetici.  

I ministri dell’Energia concordano sul fatto che l’Unione europea debba trovarsi in prima linea nell’intraprendere questa strada, che permetterà di generare nuove attività, crescita economica e posti di lavoro. I primi passi avanti verranno fatti fin dal secondo semestre 2008, sotto la Presidenza francese, in particolare sulla regolamentazione dei prodotti (lampadine, lampade spia, caricabatterie esterni). Entro la prossima primavera la Commissione presenterà un nuovo piano d’azione per il miglioramento dell’efficienza energetica comunitaria.

La seconda seduta ha riunito i ministri e i parlamentari europei, in presenza di Claude Mandil, ex direttore dell’Agenzia Internazionale per l’Energia, il quale ha presentato le grandi linee della sua relazione sulla sicurezza energetica dell’UE, rimessa al Primo ministro lo scorso aprile. La Presidenza francese ha presentato il suo contributo scritto su questa importante questione. Secondo la Presidenza, la sicurezza energetica si basa non solo sulla sicurezza degli approvvigionamenti esterni all’UE, per i quali è necessario rafforzare il dialogo e le collaborazioni con i paesi terzi, ma anche sul miglioramento del funzionamento interno: bisogna controllare il consumo di energia, ridurre la parte di energie carboniche e unire i mercati energetici europei mediante nuove infrastrutture d’interconnessione e l’armonizzazione delle norme di funzionamento al fine di permettere la solidarietà e la fluidità tra i paesi. Ciò presuppone che gli attori vengano meglio informati e che i progressi dei mercati energetici diventino a lungo termine più visibili, grazie ad un aumento della trasparenza dei dati.

La terza seduta di lavoro si è focalizzata sul progetto di direttiva per le energie rinnovabili (incluso nel pacchetto "energia-clima") e ha permesso  in particolare di avviare un dibattito su questo testo con il relatore del Parlamento europeo, Claude Turmes. Le discussioni si sono essenzialmente incentrate sui vantaggi dell’attuazione necessaria dei meccanismi di cooperazione, che permettono tra l’altro agli Stati membri di portare avanti dei progetti comuni, favorendo il raggiungimento dei loro obiettivi nazionali. In generale, sia le idee di Claude Turmes che le proposte congiunte della Germania, del Regno Unito e della Polonia costituiscono una buona base di discussione.

Per quanto riguarda i trasporti è stato sottolineato che l’obiettivo del 10%, che rientra nel progetto di direttiva, permette al contempo lo sviluppo dei biocarburanti ma anche dei veicoli puliti, come quelli elettrici e ad idrogeno. Questa seduta è stata anche l’occasione per ricordare la necessità per l’Unione europea di dotarsi di criteri di sostenibilità credibili e sostanziali, per quanto riguarda la produzione europea e le importazioni di biocarburanti, e di favorire lo sviluppo di biocarburanti di seconda generazione.

Riunioni informali dei ministri incaricati dell'ambiente e dell'energia (Annuncio)

  • Ultimo aggiornamento: 23.12.2008
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